Senato della Repubblica

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Legislatura 16¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 26/06/2008


ROILO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ROILO (PD). Signor Ministro, premetto che la manovra economica appena varata dal Governo, attraverso il disegno di legge e il decreto-legge approvati dal Consiglio dei ministri il 18 giugno scorso, secondo quanto si apprende dalle anticipazioni, conterrebbe significative modifiche della disciplina vigente dei contratti a termine, di cui al decreto legislativo n. 368 del 2001. In particolare, a quanto consta, attraverso le nuove disposizioni dettate dal Governo, si ammette la possibilità di apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato anche a fronte di esigenze genericamente «riferibili all'ordinaria attività del datore di lavoro»; si prevede un sostanziale superamento del limite di 36 mesi alla possibilità di successione dei contratti a termine tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, limite che era stato introdotto con la legge di recepimento del cosiddetto Protocollo welfare del 23 luglio 2007; con analoga tecnica si incide anche sulla disposizione che stabilisce il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per i lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa per uno stesso datore per un periodo superiore a sei mesi.

Tutto ciò premesso, con riferimento a ciascuno dei profili segnalati, si chiede al Ministro di sapere se non ritenga che la modifica proposta muti sostanzialmente l'istituto del contratto a termine per come attualmente configurato nel nostro ordinamento, eliminando qualunque concreta e specifica limitazione causale all'utilizzo dello stesso; in tal senso, se non ravvisi un sostanziale svuotamento del principio - che pure resterebbe nell'ordinamento - secondo cui il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato; inoltre, considerato il venir meno di specifiche limitazioni di legge al ricorso a questo istituto contrattuale, quali margini residuerebbero per l'esercizio di un'attività ispettiva sul corretto utilizzo del contratto a termine in ogni singolo settore; quanto alla prospettata possibilità di superamento, per via contrattuale, del limite dei 36 mesi alla successione dei contratti a tempo determinato e del diritto di prelazione all'assunzione per il lavoratore a termine, se non ritenga tali iniziative in aperto contrasto con i contenuti dell'accordo sottoscritto dalle parti sociali meno di un anno fa e votato da oltre 5 milioni di lavoratori.