Senato della Repubblica

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Legislatura 16¬ - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 711 del 18/04/2012


PEDICA (IdV). Passiamo alla votazione.Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEDICA (IdV). Presidente, colleghi, abbiamo ascoltato l'interessante replica del Governo. Speriamo che tutte le buone intenzioni vadano a buon fine.

Le proposte di normativa comunitaria in discorso recano rispettivamente l'istituzione di uno strumento di assistenza preadesione (IPA II), la creazione di uno strumento europeo di vicinato nonché la definizione di norme e procedure comuni per l'esecuzione degli strumenti di azione esterna dell'Unione, il tutto inquadrato nel nuovo quadro pluriennale 2014-2020, all'interno del quale ne è già stata stabilita la dotazione finanziaria complessiva, nonché la ripartizione interna della stessa. E speriamo appunto - come ha dichiarato il Governo - di mantenere questo impegno.

Lo strumento di preadesione, come noto, ha la finalità di sostenere i Paesi candidati e quelli potenzialmente candidati nella attuazione delle riforme politiche, istituzionali, giuridiche, amministrative, sociali ed economiche indispensabili per un allineamento ai valori dell'Unione europea, nonché alle norme, agli standard, alle politiche ed alle prassi europee.

Sotto questo profilo particolare attenzione deve essere dedicata al rafforzamento delle istituzioni democratiche e alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. E parlare dell'importanza e della necessità di tutelare i diritti e le libertà fondamentali dell'Uomo non è pura retorica, ma purtroppo è una presa d'atto delle numerosissime e ancora attuali violazioni.

Riteniamo in proposito che la previsione di un collegamento forte e costante tra gli organismi dell'Unione europea ed i Paesi di preadesione sia fondamentale, soprattutto alla luce della costante evoluzione della legislazione dell'Unione europea sul mercato interno, al fine di permettere a quest'ultimi di uniformare la propria normativa e le proprie strutture.

Per quanto concerne lo strumento europeo di vicinato, esso riguarda l'obiettivo dell'Unione europea di creare efficaci relazioni con i Paesi e i territori limitrofi e a tal fine sono previste diverse tipologie di programmi.

In proposito, la risoluzione sottoposta alla nostra attenzione sollecita un chiarimento delle regole sulla ripartizione dei fondi nell'ambito della politica europea di vicinato, distinguendo i Paesi dell'Europa orientale da quelli della sponda Sud del Mediterraneo. Attualmente questa scelta è infatti affidata ad accordi intergovernativi, mentre risponderebbe maggiormente alle esigenze di trasparenza individuare dei criteri generali valevoli ex ante.

Ritengo poi che particolare attenzione, nell'ambito del rafforzamento dello strumento di vicinato, debba essere riservata alle recenti evoluzioni politiche nei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e che quindi sia da considerarsi come priorità quella di seguire e di sostenere questi difficilissimi processi di democratizzazione.

Per quanto riguarda infine le norme e procedure comuni per l'esecuzione degli strumenti di azione esterna dell'Unione europea si tratta di misure di semplificazione del contesto normativo già esistente per agevolare la disponibilità dell'assistenza dell'Unione europea per i Paesi e le regioni partner, sempre, ovviamente, nell'ambito del quadro finanziario pluriennale.

È evidente perciò che lo scopo complessivo sia quello di modificare gli strumenti di azione esterna dell'Unione al fine di adattarli al nuovo scenario internazionale, semplificarli e soprattutto renderli più efficaci ed incisivi.

Oltre quanto già citato e puntualmente riportato nel documento di che trattasi, vorrei attirare l'attenzione del Governo e dei colleghi su due aspetti direttamente legati alla problematica in questione. Mi riferisco a due problemi che interessano direttamente e concretamente il nostro Paese. Il primo è quello del fenomeno migratorio in atto da anni dalle aree del Mediterraneo meridionale. Il secondo è relativo agli accordi commerciali, relativi agli scambi di prodotti agricoli, che si possono siglare con Paesi come quelli partner, di cui alla relazione della nostra Commissione.

In riferimento al problema delle migrazioni, ritengo che, anche e soprattutto in momenti in cui c'è l'allarme sbarchi in corso, un'attenta politica di vicinato non possa prescindere dalla programmazione in questa materia. Come si legge nel documento che ci accingiamo a votare, ben i due terzi dei fondi da destinare a questo scopo saranno destinati ai Paesi partner dell'Africa subsahariana; quei Paesi, Presidente, colleghi, membri del Governo, sono gli stessi con cui le Agenzie dell'ONU, come l'UNCHR, hanno le maggiori difficoltà. Sono i Paesi dove arrivano e da dove cerca di partire clandestinamente la stragrande maggioranza degli immigrati che arrivano nel nostro Paese.

Con riferimento ai «decreti sicurezza» credo che sia il momento di dare un segnale di differenziazione rispetto al passato. Signori rappresentanti del Governo, in un campo nel quale il nostro Paese ha tenuto le posizioni più detestabili che la politica delle migrazioni abbia mai avuto in Europa, bisogna dare un segnale. È ora di cambiare quelle norme; è ora di contribuire fattivamente a finanziare e far lavorare l'agenzia Frontex; è ora di coinvolgere le istituzioni e le organizzazioni internazionali che - lo ricordo - fino a qualche mese fa erano tenute addirittura fuori dai centri di identificazione ed espulsione (i famosi CIE) e i centri di accoglienza per richiedenti asilo (i CARA).

Non si può discutere nell'Aula di uno dei due rami del Parlamento, alla presenza del Governo, della Presidenza del Senato e dei colleghi senatori, di politiche comunitarie di vicinato senza ricordare cosa il nostro Paese ha fatto fino adesso. Chiudo perciò con un accenno al secondo problema che ho citato. Il Senato si è già occupato, e immagino continuerà ad occuparsi (tutti noi dell'Italia dei Valori ce lo auguriamo), del problema relativo agli accordi commerciali con Paesi africani relativi ai prodotti agricoli. Il caso dell'Accordo con il Marocco, da ultimo, ha destato tanto, ma veramente tanto scalpore. (Applausi del senatore Scarpa Bonazza Buora). Senza tanti giri di parole, non vorrei che atti come quello che stiamo per approvare - che prevedono appunto che un terzo dei fondi per le politiche di vicinato siano da destinare all'Europa orientale e due terzi all'area del Mediterraneo meridionale - siano la causa o la rappresaglia di accordi votati da una maggioranza trasversale all'interno del Parlamento europeo, che vede il suo comune denominatore nella settentrionalità della provenienza.

A colpi di atti di diversa natura giuridica mi sembra, colleghi, che vi sia un'Europa settentrionale che, al fine di avvantaggiarsi di prezzi più bassi per i prodotti agricoli, voglia punire gli Stati meridionali. (Applausi del senatore Scarpa Bonazza Buora). Mi sembra inoltre che questi ultimi - allo scopo di non perdere dei privilegi che spesso non hanno saputo cogliere come avrebbero dovuto, anzi qualche volta truffando la comunità medesima - credano di ripagare con la stessa moneta i colleghi nordici. L'Italia dei Valori vorrebbe tanto che questo gioco termini il prima possibile e che ad ispirare la politica di vicinato, così come quella della migrazione, insieme a quella commerciale, anche quando relativa ai prodotti agricoli, siano delle scelte responsabili per il raggiungimento di un interesse comune della sicurezza e della crescita, non solo in termini di PIL, dell'area europea. È ora di voltare pagina, come ho detto all'inizio del mio intervento. Noi dell'Italia dei Valori attendiamo dal Governo segnali concreti, almeno su questi temi.

Concludo con questa speranza e questa sollecitazione, esprimendo, a nome del Gruppo, il voto favorevole dell'Italia dei Valori in relazione al provvedimento in esame; ma mettiamoci le mani veramente e attenzione al discorso meridionale e settentrionale, su cui bisogna davvero aprire gli occhi. Il messaggio lo abbiamo dato, a voi la risposta. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Scarpa Bonazza Buora).