Senato della Repubblica

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Legislatura 16ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 26 del 02/12/2008


 

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE SUGLI ATTI COMUNITARI NN. 11, 12, 13, 14, 15 E 16

 

 

La 3a Commissione Affari esteri,

esaminato il pacchetto di atti comunitari in materia di clima ed energia;

preso atto che detti atti costituiscono e delineano il quadro di intervento prospettato dalla Commissione europea, già dall’inizio dello scorso anno, per istituire una nuova politica energetica a livello comunitario, tesa a far fronte ai cambiamenti climatici e a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività dell’Unione europea;

premesso che:

il pacchetto di proposte definisce una serie di obiettivi con riferimento alle emissioni di gas serra e all’energia rinnovabile e punta a creare un efficiente mercato interno dell’energia e a rendere sempre più efficace la normativa;

             le misure prospettate in materia di lotta ai cambiamenti climatici e promozione delle energie rinnovabili tendono ad incrementare il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili negli Stati membri e ad imporre ai governi obiettivi giuridicamente vincolanti;

perno del nuovo assetto è la riforma del sistema di scambio delle quote di emissione, che imporrà un tetto massimo alle emissioni a livello comunitario, con il correlato incentivo a sviluppare tecnologie produttive pulite;

il Consiglio dei ministri dell’Ambiente, riunitosi a Lussemburgo il 20 ottobre 2008, ha inquadrato la problematica dell’adozione di un pacchetto legislativo sul clima a livello comunitario nell’ambito del negoziato in sede di Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che è iniziata ieri a Poznan (Polonia); il Consiglio ha altresì sottolineato l’impegno dell’Unione nel sollecitare un nuovo accordo globale sul clima, da raggiungere entro la Conferenza delle Nazioni Unite di Copenhagen prevista per la fine del 2009;

la posizione del Governo italiano in materia è tesa  ad evidenziare nelle competenti sedi comunitarie come l’impatto del pacchetto sul sistema produttivo nazionale sia in termini assoluti significativo - poiché gli obiettivi assegnati sulle fonti rinnovabili di energia e le emissioni nocive produrrebbero gravi ripercussioni nei settori manifatturiero, dei trasporti e dell’edilizia – e in termini relativi maggiormente oneroso rispetto alla media comunitaria;

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

valutino le Commissioni di merito l’opportunità di sollecitare un’applicazione del pacchetto per l’Italia con margini di flessibilità, per attenuarne il pericolo di effetti depressivi sull’industria. Fermo restando il sostegno al pacchetto energia-ambiente e ai suoi obiettivi, costituendo la lotta ai cambiamenti climatici una priorità assoluta, occorre considerare in modo più approfondito le conseguenze economiche che dagli strumenti contenuti nel pacchetto deriveranno, anche tenendo conto della situazione economica mondiale e della crisi finanziaria in corso. In particolare, è indispensabile preservare la competitività dell’industria italiana  rispetto a quella di Paesi che non assumeranno vincoli ambientali altrettanto rigorosi. L’Italia, che è ai primissimi posti al mondo in terminidi efficienza per la produzione di energia elettrica, sosterrà costi più elevati della media degli altri Paesi europei per raggiungere gli obiettivi del pacchetto. Per questo occorre che la ripartizione dei costi tra i Paesi europei sia meglio equilibrata e che vengano inseriti elementi di flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi nazionali, tra cui  una clausola di revisione in caso di forza maggiore per l’obiettivo delle energie rinnovabili.

Valutino le Commissioni, altresì, l'opportunità che il Governo solleciti l’impegno dell’Unione europea a riconsiderare i provvedimenti adottati alla luce degli esiti della Conferenza di Copenhagen del dicembre 2009.

 

 


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUGLI ATTI COMUNITARI NN. 11, 12, 13, 14, 15 E 16

 

La 3a Commissione Affari esteri,

esaminato il pacchetto di atti comunitari in materia di clima ed energia;

preso atto che detti atti costituiscono e delineano il quadro di intervento prospettato dalla Commissione europea, già dall’inizio dello scorso anno, per istituire una nuova politica energetica a livello comunitario, tesa a far fronte ai cambiamenti climatici e a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività dell’Unione europea;

premesso che:

il pacchetto di proposte definisce una serie di obiettivi con riferimento alle emissioni di gas serra e all’energia rinnovabile e punta a creare un efficiente mercato interno dell’energia e a rendere sempre più efficace la normativa;

             le misure prospettate in materia di lotta ai cambiamenti climatici e promozione delle energie rinnovabili tendono ad incrementare il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili negli Stati membri e ad imporre ai governi obiettivi giuridicamente vincolanti;

perno del nuovo assetto è la riforma del sistema di scambio delle quote di emissione, che imporrà un tetto massimo alle emissioni a livello comunitario, con il correlato incentivo a sviluppare tecnologie produttive pulite;

il Consiglio dei ministri dell’Ambiente, riunitosi a Lussemburgo il 20 ottobre 2008, ha inquadrato la problematica dell’adozione di un pacchetto legislativo sul clima a livello comunitario nell’ambito del negoziato in sede di Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che è iniziata ieri a Poznan (Polonia); il Consiglio ha altresì sottolineato l’impegno dell’Unione nel sollecitare un nuovo accordo globale sul clima, da raggiungere entro la Conferenza delle Nazioni Unite di Copenhagen prevista per la fine del 2009;

la posizione del Governo italiano in materia è tesa  ad evidenziare nelle competenti sedi comunitarie come l’impatto del pacchetto sul sistema produttivo nazionale sia in termini assoluti significativo - poiché gli obiettivi assegnati sulle fonti rinnovabili di energia e le emissioni nocive produrrebbero gravi ripercussioni nei settori manifatturiero, dei trasporti e dell’edilizia – e in termini relativi maggiormente oneroso rispetto alla media comunitaria;

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

valutino le Commissioni di merito l’opportunità di sollecitare un’applicazione del pacchetto per l’Italia con margini di flessibilità, per attenuarne il pericolo di effetti depressivi sull’industria, nonché di intervenire affinché le misure anticrisi presentate dal Governo e all’esame del Parlamento siano coerenti con gli obiettivi di riduzione delle emissioni, di incentivazione delle energie rinnovabili e di rinnovamento dell’efficienza energetica previste nel complesso degli atti comunitari in titolo. Fermo restando il sostegno al pacchetto energia-ambiente e ai suoi obiettivi, costituendo la lotta ai cambiamenti climatici una priorità assoluta, occorre considerare in modo più approfondito le conseguenze economiche che dagli strumenti contenuti nel pacchetto deriveranno, anche tenendo conto della situazione economica mondiale e della crisi finanziaria in corso. In particolare, è indispensabile preservare la competitività dell’ industria italiana  rispetto a quella di Paesi che non assumeranno vincoli ambientali altrettanto rigorosi. L’Italia, ancorché vanti storicamente elevati livelli di efficienza nella produzione di energia elettrica, sosterrà costi più elevati della media degli altri paesi europei per raggiungere gli obiettivi del pacchetto. Per questo occorre che la ripartizione dei costi tra i Paesi europei sia meglio equilibrata e che vengano inseriti elementi di flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi nazionali, tra cui  una clausola di revisione in caso di forza maggiore per l’obiettivo delle energie rinnovabili.

Valutino le Commissioni di merito, altresì, l'opportunità che il Governo solleciti l’impegno dell’Unione europea a riconsiderare le misure contenute nel pacchetto energia alla luce di quelli che saranno gli esiti della Conferenza di Copenhagen del dicembre 2009.